CENNI STORICI SULLE ORIGINI DELLA FONDAZIONE "COLLEGIO BERTI"
L'Istituto o Ospizio dei ragazzi e delle ragazze mendicanti, perché
poveri e nel contempo privi di genitori, sotto il titolo: Opera Pia dei
Mendicanti risale all'anno 1588, mentre solo nel 1600 risulta retta da
una Congregazione amministrativa (G.F. Erri, Dell'origine di Cento e di
sua Pieve.) I libri contabili delle entrate e delle uscite, che
costituiscono la fonte documentaria più antica superstite, risalgono al
1 Gennaio 1603, mentre il primo volume delle delibere inizia il 3
gennaio 1622 (Cento Archivio dell'Ospedale Civile, fondo Orfanotrofio
Berti, libro delle entrate dal 1603 al 1627 )
Autonomia amministrativa l'Ente
tenne sino al 1804, quando il Comune di Cento ordinò alla locale
commissione di beneficenza, che gestiva l'ospedale, di reggerlo;
l'ospizio dei mendicanti riebbe autonomia dopo la restaurazione
post-napoleonica il 7 febbraio 1819. Tuttavia, il 19 gennaio 1860, con
l'unità d'Italia, passò ad una provvisoria congregazione di carità, che
nel gennaio 1862 divenne definitiva (R: Chiappini, origini, vicende e
statuti dell'Ospedale di Cento, 2° edizione anastatica, Cento 1975
pp.110,126,166).
Per quanto siano mancanti:
l'atto costitutivo , lo statuto organico iniziale, la composizione
originaria del Consiglio di Amministrazione, dall'attività costante
dell'Ente, dalla natura dei contributi di sovvenzione , derivanti
esclusivamente da legati ad pias causas , è facile ed inequivocabile
dedurre il carattere precipuo di istituzione educativa religiosa.
Il 3 marzo 1622 (trattasi della
delibera più antica dell'Ente è da ritenersi fedele espressione dello
statuto iniziale delle cose non risalenti effettivamente avanti il 1
gennaio 1603, aldilà del nebuloso 1588) l'ospizio risulta de jure , per
diritto nativo, presieduto dall'arciprete pro tempore di Cento,
delegato al proposito dal Cardinale Arcivescovo di Bologna. Ne sono
membri di diritto, oltre l'arciprete, tre canonici del Capitolo
collegiale locale, più un quarto sacerdote forse in rappresentanza del
Clero locale non capitolare, mentre nessun membro della Municipalità è
presente a titolo rappresentativo. Tale situazione si ripete uniforme
sino al 1804, viene ripresa nel 1819.
Con il Regio Decreto del 12
marzo 1868, l'Istituto dei Mendicanti assunse la denominazione di
Orfanotrofio Conservatorio Berti per la sopraggiunta eredità della
nobildonna centese Marianna Berti.
Lo Statuto prevedeva lo scopo
di accogliere, mantenere, istruire, educare e rendere principalmente
atte alle cure domestiche zitelle.
Le zitelle da ammettersi erano tolte dalla classe del popolo e da famiglie onorate decadute di classe civile.
Le prime dovevano essere di
famiglie povere ed essere orfane , le seconde preferibilmente orfane,
ma non come condizione assoluta.
Il numero di queste seconde non poteva mai eccedere il terzo della totalità delle accolte.
Per essere ammesse si richiedeva il concorso delle seguenti condizioni:
- Avere età non minore di anni 6, né maggiore di anni 10 per le zitelle tolte dalla classe del popolo, e non minore di anni 10 né maggiore di anni 15 per le zitelle tolte da famiglie civili decadute;
- Essere, in quanto alle prime, nate ed abitanti in Cento e tolte da famiglie centesi o che vi abbiano almeno un incolato non minore di anni 10, e per le seconde essere tolte da famiglie centesi e nate e battezzate in Cento.
Il licenziamento delle alunne, salvo e riservato che per altre
circostanze dovesse prima effettuarsi, avrebbe avuto luogo il giorno in
cui avessero compiuto 18 anni di età per quelle tolte dalla classe del
popolo, mentre al compimento del 20° anno per quelle tolte da onorate
famiglie civili decadute.
L'Opera Pia , insieme ad altre Istituzioni, venne posta sotto
l'amministrazione unica della Congregazione di Carità di Cento,
raggruppata inoltre con l'Opera Pia
Santa Maria di Corporeno, in esecuzione delle disposizioni dello
statuto organico della medesima Congregazione approvato con R.D. 28
giugno 1900.
Infine con decreto del Presidente della Giunta Regionale dell'Emilia
Romagna n. 000203 del 5 agosto 2005 l'Ente ha assunto personalità
giuridica di diritto privato iscrizione al n. 570 del registro delle
persone giuridiche tenuto dalla Regione Emilia Romagna.
L'attuale denominazione dell'Ente è Fondazione "Collegio Berti" e
continua a svolgere attività assistenziali e socio educative a favore
di minori in condizioni di disagio familiare e sociale e promovendo fra
l'altro, l'organizzazione e la fruizione di servizi prescolastici.
Fermo restando il rispetto della persona e della libertà di coscienza
la Fondazione, nell'esercizio della propria attività, si ispira ai
valori della religione cattolica e si caratterizza per la rigorosa
professionalità degli operatori.
Composizione del Consiglio di Amministrazione:
Rag. Luigi Grottini Presidente
Dott. Clara Maria Dell’Omarino Vice Presidente
Don Giulio Gallerani Consigliere
Altri Organi:
Dott.ssa Ornella Palmieri Sindaco Revisore
Dipendenti:
Rag. Roberta Mazzanti Impiegata
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